Vancomicina Polpharma
Polonia
Indice
- Foglio illustrativo: informazioni per il paziente
- 1. Che cos’è Vancomycin Polpharma e a cosa serve
- 2. Informazioni importanti prima dell’uso di Vancomycin Polpharma
- 3. Come utilizzare Vancomycin Polpharma
- 4. Possibili effetti indesiderati
- 5. Come conservare il medicinale Vancomycin Polpharma
- 6. Contenuto della confezione e altre informazioni
- Informazioni destinate esclusivamente al personale medico specializzato
Foglio illustrativo: informazioni per il paziente
Attenzione! Conservare il foglio illustrativo, le informazioni sull’imballaggio primario in lingua straniera.
Vancomycin Polpharma (Vancomicina Azevedos), 1000 mg, polvere per preparare
concentrato di soluzione per infusione
Vancomycinum
Vancomycin Polpharma e Vancomicina Azevedos sono diversi nomi commerciali dello stesso
farmaco.
Si raccomanda di leggere attentamente il foglio illustrativo prima di usare il medicinale, poiché contiene informazioni importanti per il paziente.
- Conservare questo foglio illustrativo per poterlo consultare in futuro, se necessario.
- In caso di dubbi, rivolgersi al medico, al farmacista o all’infermiere.
- Se dovessero manifestarsi effetti indesiderati, compresi quelli non elencati nel presente foglio illustrativo, informare immediatamente il medico, il farmacista o l’infermiere. Vedere punto 4.
Indice del foglio illustrativo:
- Che cos’è Vancomycin Polpharma e a cosa serve
- Cosa deve sapere prima di usare Vancomycin Polpharma
- Come usare Vancomycin Polpharma
- Possibili effetti indesiderati
- Come conservare Vancomycin Polpharma
- Contenuto della confezione e altre informazioni
1. Che cos’è Vancomycin Polpharma e a cosa serve
La vancomicina è un antibiotico appartenente alla classe degli antibiotici glicopeptidici. L’azione della vancomicina consiste nell’uccidere alcuni batteri che causano infezioni.
La vancomicina in forma di polvere è utilizzata per preparare un concentrato di soluzione per infusione o una soluzione orale.
La vancomicina viene somministrata per infusione (in flebo) in tutte le fasce d’età per il trattamento delle seguenti infezioni gravi:
- infezioni della pelle e del tessuto sottocutaneo;
- infezioni delle ossa e delle articolazioni;
- infezioni polmonari definite come polmonite;
- infezioni della membrana interna che riveste il cuore (endocardite) e prevenzione dell’endocardite batterica in pazienti a rischio sottoposti a interventi chirurgici importanti;
- infezioni del sistema nervoso centrale;
- infezioni del sangue associate alle infezioni sopra elencate.
La vancomicina può essere somministrata per via orale negli adulti e nei bambini per il trattamento dell’infezione della mucosa intestinale tenue e crasso associata a danno della mucosa (colite pseudomembranosa), causata dal batterio Clostridium difficile.
2. Informazioni importanti prima dell’uso di Vancomycin Polpharma
Quando non usare Vancomycin Polpharma
- se il paziente è allergico alla vancomicina.
Avvertenze e precauzioni
Sono stati riportati gravi effetti indesiderati dopo somministrazione intravitreale di vancomicina, che possono portare alla perdita della vista.
Prima di iniziare il trattamento con Vancomycin Polpharma, è necessario discutere con il medico, il farmacista ospedaliero o l’infermiere se:
- il paziente ha precedentemente manifestato una reazione allergica alla teicoplanina, poiché ciò potrebbe indicare una sensibilizzazione anche alla vancomicina;
- il paziente ha disturbi dell’udito, specialmente se di età avanzata (potrebbe essere necessario effettuare controlli dell’udito durante il trattamento);
- il paziente ha alterazioni della funzionalità renale (sarà necessario effettuare esami del sangue e controlli della funzionalità epatica e renale durante il trattamento);
- la vancomicina viene somministrata per via endovenosa per trattare la diarrea associata all’infezione da Clostridium difficile, invece della somministrazione orale;
- il paziente ha precedentemente manifestato, dopo somministrazione di vancomicina, una grave eruzione cutanea, desquamazione della pelle, vesciche e (o) ulcere orali.
Durante il trattamento con vancomicina sono stati riportati casi di gravi reazioni cutanee, inclusi la sindrome di Stevens-Johnson, la necrolisi epidermica tossica, la reazione farmacologica con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS, drug reaction with eosinophilia and systemic symptoms) e la pustolosi esantematica generalizzata acuta (AGEP, acute generalized exanthematous pustulosis). Se il paziente dovesse notare uno qualsiasi dei sintomi descritti al punto 4, il trattamento con vancomicina deve essere interrotto immediatamente e il paziente deve rivolgersi subito al medico.
Durante il trattamento con Vancomycin Polpharma, è necessario consultare il medico, il farmacista ospedaliero o l’infermiere se:
- il paziente sta ricevendo vancomicina per un periodo prolungato (potrebbe essere necessario effettuare esami del sangue e controlli della funzionalità epatica e renale durante il trattamento);
- il paziente sviluppa qualsiasi tipo di reazione cutanea durante il trattamento;
- il paziente manifesta diarrea grave o persistente durante o dopo il termine del trattamento con vancomicina; in tal caso è necessario consultare immediatamente il medico. Tale sintomo potrebbe indicare un’infiammazione intestinale (colite pseudomembranosa), che può verificarsi durante il trattamento con antibiotici.
Bambini
La vancomicina deve essere somministrata con particolare cautela nei neonati prematuri e nei lattanti, poiché i loro reni non sono completamente sviluppati, il che potrebbe portare all’accumulo di vancomicina nel sangue. In questa fascia d’età potrebbe essere necessario effettuare esami del sangue per monitorare la concentrazione ematica di vancomicina.
La somministrazione contemporanea di vancomicina e farmaci anestetici nei bambini è associata a comparsa di arrossamento cutaneo (rossore) e reazioni allergiche. Inoltre, l’uso concomitante con altri farmaci, come gli antibiotici aminoglicosidi, i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, ad es. ibuprofene) o l’amfotericina B (farmaco utilizzato nelle infezioni fungine) può aumentare il rischio di danno renale; pertanto potrebbe essere necessario effettuare con maggiore frequenza esami del sangue e controlli della funzionalità renale.
Vancomycin Polpharma e altri farmaci
Informare il medico, il farmacista o l’infermiere su tutti i farmaci che il paziente sta assumendo attualmente, ha assunto di recente o che intende assumere.
È necessario prestare particolare attenzione se il paziente assume altri farmaci che possono interagire con la vancomicina, ad esempio:
- La somministrazione contemporanea di vancomicina e farmaci anestetici può causare ipotensione, dispnea, arrossamento cutaneo, orticaria e prurito; può inoltre provocare una forte reazione simile a una reazione allergica. L’insorgenza di questi effetti è meno frequente se la vancomicina viene somministrata mediante infusione endovenosa lenta prima dell’anestetico.
- Durante la somministrazione concomitante di farmaci che possono danneggiare l’udito, i nervi e (o) i reni (in particolare: acido etacrínico, antibiotici aminoglicosidi, amfotericina B, bacitracina, polimixina B, piperacillina con tazobactam, colistina, viomicina o cisplatino), il medico osserverà attentamente le condizioni del paziente.
- Il medico adotterà particolari precauzioni durante la somministrazione concomitante di vancomicina e farmaci miorilassanti.
Gravidanza, allattamento e fertilità
Se la paziente è in gravidanza, sta allattando, sospetta di essere incinta o intende rimanere incinta, deve consultare il medico prima di assumere questo medicinale.
La vancomicina può essere somministrata durante la gravidanza solo in caso di assoluta necessità, quando, secondo il giudizio del medico, il beneficio terapeutico supera il rischio. Il medico potrà raccomandare il monitoraggio della concentrazione sierica di vancomicina al fine di ridurre il rischio di effetti tossici sul feto.
La vancomicina passa nel latte materno; pertanto, può essere utilizzata durante l’allattamento solo se altri antibiotici si sono dimostrati inefficaci. Se il trattamento della madre con vancomicina è assolutamente necessario, il medico dovrà monitorare attentamente le condizioni del neonato oppure raccomandare l’interruzione dell’allattamento.
Guida di veicoli e uso di macchinari
Vancomycin Polpharma ha un’influenza trascurabile sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.
3. Come utilizzare Vancomycin Polpharma
Il paziente riceverà Vancomycin Polpharma somministrato dal personale medico durante il ricovero in ospedale. Il medico deciderà la dose giornaliera da somministrare e la durata del trattamento.
Posologia
La dose somministrata dipenderà da:
- età del paziente,
- peso corporeo del paziente,
- tipo di infezione,
- funzionalità renale,
- stato dell'udito del paziente,
- altri farmaci eventualmente assunti dal paziente.
Somministrazione endovenosa
Adulti e adolescenti (dai 12 anni in su)
La posologia sarà stabilita in base al peso corporeo del paziente. La dose solitamente utilizzata per infusione è di 15-20 mg per ogni kg di peso corporeo. Tale dose viene generalmente somministrata ogni 8-12 ore. In alcuni casi, il medico potrebbe decidere di somministrare una dose iniziale fino a 30 mg per ogni kg di peso corporeo. La dose massima giornaliera di vancomicina non deve superare i 2 g.
Uso nei bambini
Bambini dai primi 30 giorni di vita e bambini sotto i 12 anni
La posologia sarà stabilita in base al peso corporeo del paziente. La dose solitamente utilizzata per infusione è di 10-15 mg per ogni kg di peso corporeo. Tale dose viene generalmente somministrata ogni 6 ore.
Prematuri e neonati a termine (da 0 a 27 giorni)
La dose sarà calcolata in base all'età gestazionale [tempo trascorso dal primo giorno dell'ultima mestruazione della madre fino alla nascita (età gestazionale) più tempo trascorso dalla nascita del bambino (età postnatale)].
Nei pazienti anziani, nelle donne in gravidanza e nei pazienti con alterazioni della funzionalità renale (inclusi pazienti in dialisi), potrebbe essere necessario un aggiustamento della dose.
Somministrazione orale
Adulti e adolescenti (dai 12 anni in su)
La dose raccomandata è di 125 mg ogni 6 ore. In alcuni casi, il medico potrebbe decidere di somministrare una dose giornaliera maggiore, fino a un massimo di 500 mg ogni 6 ore. La dose massima giornaliera non deve superare i 2 g.
Se il paziente ha avuto in precedenza altre patologie (infezioni della mucosa), potrebbe essere necessario un diverso dosaggio e una diversa durata del trattamento.
Uso nei bambini
Neonati, lattanti e bambini sotto i 12 anni
La dose raccomandata è di 10 mg per ogni kg di peso corporeo. Tale dose viene solitamente somministrata ogni 6 ore. La dose massima giornaliera non deve superare i 2 g.
Modalità di somministrazione
L'infusione endovenosa (fleboclisi) indica che il farmaco fluisce da una fiala o sacca per infusione attraverso un tubo in una delle vene del paziente. Il medico o l'infermiere somministreranno sempre la vancomicina in vena, mai per via intramuscolare.
La vancomicina deve essere somministrata in vena per almeno 60 minuti.
Nel trattamento delle patologie gastrointestinali (cosiddetta colite pseudomembranosa), il farmaco deve essere assunto per via orale sotto forma di soluzione (il paziente assumerà il farmaco per via orale).
Per le istruzioni sulla preparazione della soluzione prima della somministrazione, vedere la sezione „Informazioni destinate esclusivamente al personale medico qualificato” alla fine del foglio illustrativo.
Durata del trattamento
La durata del trattamento dipende dal tipo di infezione presente nel paziente e può protrarsi per diverse settimane.
La durata del trattamento può variare in base alla risposta individuale del paziente alla terapia.
Durante il trattamento, potrebbero essere effettuati esami del sangue e delle urine, nonché test dell'udito per monitorare eventuali effetti indesiderati.
In caso di ulteriori dubbi sull'uso di questo medicinale, rivolgersi al medico, al farmacista o all'infermiere.
4. Possibili effetti indesiderati
Come tutti i medicinali, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non si manifestino in tutti i pazienti.
La vancomicina può causare reazioni allergiche, tuttavia reazioni allergiche gravi (reazioni anafilattiche) sono rare. Se il paziente dovesse manifestare improvvisamente respiro sibilante, difficoltà respiratorie, arrossamento della parte superiore del corpo, eruzioni cutanee o prurito, è necessario informare immediatamente il medico curante.
Se il paziente dovesse notare uno qualsiasi dei seguenti sintomi, è necessario interrompere l'assunzione di vancomicina e rivolgersi immediatamente al medico:
- macchie rosse, piatte, a forma di bersaglio o circolari sul tronco, spesso con vesciche al centro, desquamazione della pelle, ulcere della bocca, della gola, del naso, degli organi genitali e degli occhi. L'insorgenza di queste gravi eruzioni cutanee può essere preceduta da febbre e sintomi simil-influenzali (sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica).
- eruzione cutanea estesa, alta febbre e ingrandimento dei linfonodi (sindrome DRESS o sindrome da ipersensibilità al farmaco).
- eruzione cutanea rossa, squamosa, con noduli sottocutanei e vesciche associate a febbre all'inizio del trattamento (eritema multiforme acuto generalizzato, vedere punto 2 "Avvertenze e precauzioni").
Effetti indesiderati comuni (possono verificarsi fino a 1 su 10 pazienti):
- abbassamento della pressione sanguigna
- affanno, respiro sibilante (suono acuto causato da un ostacolo al flusso d'aria nelle vie respiratorie superiori)
- eruzioni cutanee e infiammazione della mucosa orale, prurito, eruzione pruriginosa, orticaria
- alterazioni della funzionalità renale, di solito rilevate tramite esami del sangue
- arrossamento della parte superiore del corpo e del viso, infiammazione della vena
Effetti indesiderati non comuni (possono verificarsi fino a 1 su 100 pazienti):
- perdita temporanea o permanente dell'udito
Effetti indesiderati rari (possono verificarsi fino a 1 su 1000 pazienti):
- riduzione del numero di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine (cellule del sangue responsabili della coagulazione)
- aumento del numero di alcuni globuli bianchi nel sangue
- disturbi dell'equilibrio, ronzio nelle orecchie, vertigini
- infiammazione dei vasi sanguigni
- nausea
- infiammazione renale e insufficienza renale
- dolori muscolari al torace e alla schiena
- febbre, brividi
Effetti indesiderati molto rari (possono verificarsi fino a 1 su 10.000 pazienti):
- insorgenza improvvisa di una grave reazione cutanea allergica, con desquamazione della pelle o formazione di vesciche sulla pelle. Ciò può essere accompagnato da alta febbre e dolori articolari.
- arresto cardiaco
- infiammazione dell'intestino che causa dolore addominale e diarrea, che può contenere sangue.
Frequenza non nota (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili)
- vomito, diarrea
- confusione, sonnolenza, mancanza di energia, edemi, ritenzione idrica, riduzione della produzione di urina
- eruzione cutanea con gonfiore e dolore dietro le orecchie, al collo, all'inguine, sotto il mento e sotto le ascelle (gonfiore dei linfonodi), risultati anomali degli esami del sangue e della funzionalità epatica
- eruzione cutanea con vesciche e febbre
Segnalazione degli effetti indesiderati
Se si manifestano effetti indesiderati, inclusi qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informare il medico, il farmacista o l'infermiere. Gli effetti indesiderati possono essere segnalati direttamente al Dipartimento di Monitoraggio degli Effetti Indesiderati dei Prodotti Medicinali dell'Ufficio di Registrazione dei Prodotti Medicinali, Dispositivi Medici e Prodotti Biocidi:
Al. Jerozolimskie 181C, 02-222 Varsavia
Tel.: + 48 22 49 21 301,
Fax: + 48 22 49 21 309
sito web: https://smz.ezdrowie.gov.pl
Grazie alla segnalazione degli effetti indesiderati, è possibile acquisire ulteriori informazioni sulla sicurezza dell'uso del medicinale.
5. Come conservare il medicinale Vancomycin Polpharma
- Conservare il medicinale in un luogo non visibile e fuori dalla portata dei bambini.
- Non utilizzare dopo la data di scadenza indicata sull’imballaggio dopo la voce EXP. La data di scadenza indica l’ultimo giorno del mese indicato.
- Conservare a una temperatura inferiore a 25°C.
- Conservare nell’imballaggio originale.
- Conservazione delle soluzioni: vedere “Preparazione della soluzione per infusione” alla fine del foglietto illustrativo, nella sezione destinata al personale medico.
- Non gettare medicinali nell’acqua di scarico né nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo tipo di provvedimento contribuirà a proteggere l’ambiente.
6. Contenuto della confezione e altre informazioni
Cosa contiene Vancomycin Polpharma
Il principio attivo è la vancomicina sotto forma di cloridrato di vancomicina. Ogni flaconcino contiene 1000 mg di vancomicina.
Vancomycin Polpharma non contiene altri componenti.
Aspetto di Vancomycin Polpharma e contenuto della confezione
Vancomycin Polpharma è un polvere bianca o leggermente brunastra.
Flaconcino in vetro incolore di tipo I, con tappo in gomma e capsula in alluminio, contenuto in una scatola di cartone.
La confezione contiene 10 flaconcini.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi al titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio o all'importatore parallelo.
Titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio in Portogallo, paese di esportazione:
Laboratórios Azevedos – Indústria Farmacêutica, S.A.
Estrada Nacional 117-2, Alfragide
2614-503 Amadora
Portogallo
Produttore:
Sofarimex – Indústria Química e Farmacêutica, S.A.
Av. das Indústrias, Alto de Colaride
2735-213 Cacém
Portogallo
Importatore parallelo:
Zakłady Farmaceutyczne POLPHARMA S.A.
ul. Pelplińska 19
83-200 Starogard Gdański
Riconfezionato da:
CEFEA Sp. z o.o. Sp. komandytowa
ul. Działkowa 56
02-234 Warszawa
LABOR Przedsiębiorstwo Farmaceutyczno-Chemiczne Sp. z o.o.
ul. Długosza 49
51-162 Wrocław
Numero dell'autorizzazione all'immissione in commercio in Portogallo, paese di esportazione: 5623749
Numero dell'autorizzazione all'importazione parallela: 293/24
(logo dell'importatore parallelo)
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Informazioni destinate esclusivamente al personale medico specializzato
Il medicinale deve essere somministrato per infusione endovenosa o per via orale. Non somministrare in forma di iniezione endovenosa rapida (bolus) né per via intramuscolare.
Somministrazione endovenosa
La dose iniziale deve essere stabilita in base alla massa corporea totale. Le successive modifiche della dose devono essere effettuate in base alla concentrazione sierica, con l'obiettivo di raggiungere la concentrazione terapeutica desiderata. Nella determinazione delle successive dosi e degli intervalli tra esse, si deve inoltre tenere conto della funzionalità renale.
Sono raccomandati i seguenti schemi posologici:
Pazienti di età pari o superiore a 12 anni
La dose raccomandata è da 15 a 20 mg/kg di peso corporeo ogni 8-12 ore (non superare 2 g per dose).
Nei pazienti in condizioni critiche può essere utilizzata una dose di carico di 25-30 mg/kg di peso corporeo, al fine di facilitare il rapido raggiungimento della concentrazione sierica minima desiderata di vancomicina.
Lattanti a partire dal primo mese di vita e bambini di età inferiore a 12 anni
La dose raccomandata per somministrazione endovenosa è di 10-15 mg/kg di peso corporeo ogni 6 ore.
Neonati a termine (dalla nascita fino a 27 giorni di età postnatale) e neonati prematuri (dalla nascita fino alla data presunta del parto più 27 giorni)
Per stabilire lo schema posologico nei neonati, si raccomanda di consultare un medico esperto nel trattamento dei neonati. Uno dei possibili schemi posologici della vancomicina nei neonati è riportato nella seguente tabella:
| PMA (settimane) | Dose (mg/kg p.c.) | Intervallo tra le dosi (ore) |
| <29 | 15 | 24 |
| 29 – 35 | 15 | 12 |
| >35 | 15 | 8 |
PMA: età post-concettiva [tempo trascorso dal primo giorno dell'ultima mestruazione
alla nascita (età gestazionale) più il tempo trascorso dalla nascita (età postnatale)].
Durata del trattamento
La durata del trattamento suggerita è riportata nella tabella seguente. In ogni caso, la durata del trattamento
deve essere adattata in base al tipo e alla gravità dell'infezione e alla risposta clinica individuale.
| Indicazione | Durata del trattamento |
Infezioni cutanee e dei tessuti molli complicate
| 7 a 14 giorni |
| 4 a 6 settimane* |
| Infezioni ossee e articolari | 4 a 6 settimane** |
| Polmonite acquisita in comunità | 7 a 14 giorni |
| Polmonite nosocomiale, inclusa polmonite associata a ventilazione | 7 a 14 giorni |
| Endocardite infettiva | 4 a 6 settimane*** |
| Meningite batterica acuta | 10 a 21 giorni |
* Continuare fino a quando non sarà più necessario rimuovere ulteriormente il tessuto necrotico,
le condizioni cliniche del paziente saranno migliorate e il paziente non avrà febbre da 48 a 72 ore.
** Nei casi di infezioni periprotetiche articolari, si deve prendere in considerazione un trattamento
orale soppressivo a lungo termine con antibiotici appropriati.
*** La durata e la necessità di un trattamento combinato dipendono dal tipo di protesi e
dal microrganismo coinvolto.
Pazienti anziani
A causa della ridotta funzionalità renale legata all'età, può essere necessario utilizzare dosi di
mantenimento più basse.
Pazienti con alterazioni della funzionalità renale
Nei pazienti adulti e nei bambini con alterazioni della funzionalità reniale, si deve prendere in
considerazione una dose iniziale seguita da misurazioni della concentrazione minima sierica di
vancomicina, piuttosto che seguire uno schema terapeutico prestabilito, specialmente nei pazienti
con grave compromissione renale o sottoposti a terapia sostitutiva renale, a causa dei numerosi
fattori variabili che influenzano la concentrazione di vancomicina in questi pazienti.
Nei pazienti con alterazioni renali lievi o moderate non si deve ridurre la dose iniziale. Nei pazienti
con grave compromissione renale, si preferisce allungare gli intervalli tra le dosi piuttosto che
somministrare dosi minori.
È necessario valutare attentamente l’uso concomitante di altri medicinali che possono ridurre la
clearance della vancomicina e/o aggravarne gli effetti indesiderati.
La vancomicina viene eliminata in misura limitata mediante emodialisi intermittente. Tuttavia,
l’utilizzo di membrane filtranti ad alta permeabilità o di terapie sostitutive renali continue (CRRT)
aumenta la clearance della vancomicina e rende fondamentale la somministrazione di dosi di
ricarica (di solito dopo la sessione di emodialisi nel caso di emodialisi intermittente).
Pazienti adulti
Le modifiche posologiche nei pazienti adulti possono basarsi sulla velocità stimata di filtrazione
glomerulare (eGFR) calcolata con la seguente formula:
Uomini: [massa (kg) x 140 – età (anni)] / 72 x concentrazione sierica di creatinina (mg/dl) Donne:
0,85 x valore calcolato con la formula sopra indicata
La dose iniziale abituale nei pazienti adulti è di 15-20 mg/kg di peso corporeo; questa dose può
essere somministrata ogni 24 ore nei pazienti con clearance della creatinina compresa tra 20 e
49 ml/min. Nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina < 20 ml/min)
o sottoposti a terapia sostitutiva renale, gli intervalli tra le dosi e la quantità delle dosi successive
dipendono in larga misura dalla procedura RRT utilizzata e devono essere stabiliti in base ai livelli
sierici minimi di vancomicina e alla funzionalità renale residua. A seconda della situazione clinica,
si può prendere in considerazione il rinvio della dose successiva fino all’ottenimento della
misurazione della concentrazione di vancomicina nel sangue.
Nei pazienti critici con alterazioni della funzionalità renale, non si deve ridurre la dose di carico
iniziale (25-30 mg/kg di peso corporeo).
Bambini e adolescenti
Le modifiche posologiche nei bambini di età pari o superiore a 1 anno e negli adolescenti possono
basarsi sulla velocità stimata di filtrazione glomerulare (eGFR) calcolata con la formula modificata
di Schwartz:
eGFR (ml/min/1,73 m²) = (altezza in cm x 0,413) / concentrazione sierica di creatinina (mg/dl)
eGFR (ml/min/1,73 m²) = (altezza in cm x 36,2) / concentrazione sierica di creatinina (μmol/l)
Nei neonati e nei lattanti di età inferiore a 1 anno, si deve consultare un esperto, poiché la formula
di Schwartz non è applicabile a questi pazienti.
Le indicazioni orientative per la posologia nei bambini e negli adolescenti riportate nella tabella
sottostante seguono gli stessi principi delle raccomandazioni per i pazienti adulti.
| GFR (ml/min/1,73 m2) | Dosaggio endovenoso | Frequenza di somministrazione |
| 50-30 | 15 mg/kg | ogni 12 ore |
| 29-10 | 15 mg/kg | ogni 24 ore |
| <10 | 10-15 mg/kg | Somministrazione ripetuta in base alla concentrazione* |
| Emodialisi intermittente | ||
| Dialisi peritoneale | ||
| Trattamento sostitutivo renale continuo | 15 mg/kg | Somministrazione ripetuta in base alla concentrazione* |
* Gli intervalli appropriati tra le dosi e la dimensione delle dosi successive dipendono in larga misura dal metodo di RRT utilizzato e devono essere stabiliti sulla base dei livelli sierici di vancomicina prima della somministrazione e della funzionalità renale residua. A seconda della situazione clinica, si può considerare di sospendere la dose successiva fino a quando non viene determinata la concentrazione di vancomicina nel sangue.
Pazienti con alterazioni della funzionalità epatica
Non è necessario alcun aggiustamento posologico nei pazienti con insufficienza epatica.
Gravidanza
Nelle donne in gravidanza potrebbe essere necessario un considerevole aumento della dose per raggiungere concentrazioni terapeutiche di vancomicina nel siero.
Pazienti obesi
Nei pazienti obesi, la dose iniziale deve essere personalizzata in base al peso corporeo totale, esattamente come nei pazienti con peso normale.
Somministrazione orale
Pazienti di età pari o superiore a 12 anni
Trattamento delle infezioni causate da Clostridium difficile (CDI)
Nel primo episodio di CDI non grave, la dose raccomandata di vancomicina è di 125 mg ogni 6 ore per 10 giorni. Questa dose può essere aumentata a 500 mg ogni 6 ore per 10 giorni in caso di malattia grave o complicata. La dose giornaliera massima non deve superare 2 g.
Nei pazienti con ricadute multiple, si può prendere in considerazione il trattamento dell'episodio attuale di CDI con vancomicina 125 mg quattro volte al giorno per 10 giorni, seguito da una riduzione graduale della dose fino a 125 mg al giorno oppure da uno schema a impulsi (pulsed regimen), cioè 125-500 mg/giorno ogni 2-3 giorni per almeno 3 settimane.
Neonati, lattanti e bambini di età inferiore a 12 anni
La dose raccomandata di vancomicina è di 10 mg/kg di peso corporeo ogni 6 ore per 10 giorni. La dose giornaliera massima non deve superare 2 g.
Potrebbe essere necessario adattare la durata del trattamento con vancomicina al decorso clinico della malattia nel singolo caso. Ove possibile, si dovrebbe interrompere il prodotto antibatterico sospettato di aver causato il CDI. È necessario garantire un adeguato reintegro di liquidi ed elettroliti.
Monitoraggio della concentrazione sierica di vancomicina
La frequenza del monitoraggio terapeutico della concentrazione del farmaco deve essere adattata individualmente alla situazione clinica e alla risposta al trattamento; la frequenza dei prelievi può variare dal prelievo giornaliero in alcuni pazienti emodinamicamente instabili fino ad almeno una volta alla settimana nei pazienti stabili con evidente risposta al trattamento. Nei pazienti sottoposti a emodialisi intermittente, la concentrazione di vancomicina deve essere misurata prima dell'inizio della sessione di emodialisi.
Il monitoraggio della concentrazione sierica di vancomicina dopo somministrazione orale deve essere effettuato nei pazienti con malattie infiammatorie intestinali.
La concentrazione sierica minima terapeutica di vancomicina nel sangue dovrebbe essere compresa tra 10-20 mg/l, a seconda della sede dell'infezione e della sensibilità del patogeno. I laboratori clinici raccomandano solitamente una concentrazione minima di 15-20 mg/l, che garantisce una migliore copertura dei microrganismi classificati come sensibili con un valore di MIC ≥1 mg/l.
Nella previsione della posologia individuale necessaria per raggiungere un valore appropriato di AUC, possono essere utili metodi basati su modelli. L'approccio basato su modelli può essere applicato sia nel calcolo della dose iniziale individuale sia nella modifica delle dosi in base ai risultati del monitoraggio terapeutico (TDM).
Modalità di somministrazione
Somministrazione endovenosa
La vancomicina è generalmente somministrata per via endovenosa sotto forma di infusione intermittente; le raccomandazioni posologiche riportate in questo paragrafo per la via endovenosa si riferiscono a questa modalità di somministrazione.
La vancomicina deve essere somministrata esclusivamente mediante infusione endovenosa lenta della durata minima di un'ora o con una velocità massima di 10 mg/min (periodo più lungo), in soluzione sufficientemente diluita (almeno 200 ml per 1000 mg).
I pazienti con limitazione dell'apporto di liquidi possono ricevere una soluzione di 1000 mg/100 ml, ma con questa maggiore concentrazione aumenta il rischio di effetti indesiderati legati all'infusione.
Può essere presa in considerazione la somministrazione mediante infusione continua di vancomicina, ad esempio nei pazienti con clearance di vancomicina instabile.
Somministrazione orale
Il contenuto della fiala può essere utilizzato per preparare una soluzione orale. La soluzione orale si prepara sciogliendo il contenuto di una fiala (1000 mg di vancomicina) in 30 ml di acqua. La dose appropriata può essere somministrata al paziente da bere o tramite sonda nasogastrica. Allo scopo di migliorare il sapore, alla soluzione può essere aggiunto uno sciroppo.
Preparazione della soluzione per infusione
Il contenuto della fiala deve essere sciolto in 20 ml di acqua per preparazioni iniettabili.
1 ml della soluzione ottenuta contiene 50 mg di vancomicina. La soluzione può essere ulteriormente diluita a seconda della modalità di somministrazione.
Infusioni intermittenti
La soluzione preparata deve essere diluita in 200 ml di soluzione glucosata al 5% o di soluzione fisiologica allo 0,9%. La concentrazione di vancomicina nella soluzione così ottenuta non deve superare i 5 mg/ml. La soluzione deve essere somministrata lentamente per via endovenosa, con una velocità massima di 10 mg/min, in un periodo di almeno 60 minuti.
Infusione continua
Deve essere utilizzata solo quando le infusioni intermittenti non sono possibili. La soluzione di vancomicina con concentrazione di 50 mg/ml deve essere diluita in un volume sufficiente di soluzione glucosata al 5% o di soluzione fisiologica allo 0,9% affinché il paziente riceva la dose giornaliera prescritta tramite fleboclisi nell'arco di 24 ore.
Stabilità e condizioni di conservazione delle soluzioni
La soluzione preparata può essere conservata fino a 24 ore a una temperatura compresa tra 2°C e 8°C. Per motivi microbiologici, la soluzione preparata deve essere utilizzata immediatamente. In caso contrario, l'utente è responsabile della durata e delle condizioni di conservazione della soluzione preparata.
Incompatibilità farmaceutiche
La soluzione ha un pH basso e può essere instabile fisicamente o chimicamente se mescolata con altre sostanze. Le soluzioni di vancomicina non devono essere miscelate con altre soluzioni, eccetto quelle la cui compatibilità è stata verificata in modo certo.
Si deve evitare la miscelazione della vancomicina con soluzioni alcaline.
Non si raccomanda l'uso contemporaneo e la miscelazione delle soluzioni di vancomicina con cloranfenicolo, corticosteroidi, meticillina, eparina, aminofillina, antibiotici cefalosporinici e fenobarbital.
Sovradosaggio
In caso di sovradosaggio, ci si può aspettare effetti derivanti da elevate concentrazioni di vancomicina nel siero (effetto ototossico e nefrotossico).
È raccomandato un trattamento sintomatico volto a mantenere la filtrazione glomerulare. La vancomicina viene rimossa in misura ridotta dal sangue mediante emodialisi o dialisi peritoneale. È stata descritta una limitata utilità dell'uso dell'emofiltrazione con resina Amberlite XAD-4.
Altre fonti di informazione
Consiglio/educazione medica
Gli antibiotici vengono utilizzati per il trattamento delle infezioni batteriche. Sono inefficaci nei confronti delle infezioni virali.
Se il medico ha prescritto antibiotici al paziente, questi sono necessari per trattare una specifica malattia attualmente presente.
Nonostante l'uso di antibiotici, alcuni batteri possono sopravvivere o continuare a moltiplicarsi. Questo fenomeno è chiamato resistenza; causa che talvolta il trattamento antibiotico risulti inefficace.
L'uso improprio degli antibiotici favorisce lo sviluppo della resistenza. Anche il paziente può facilitare l'insorgenza della resistenza e quindi ritardare la guarigione o ridurre l'efficacia dell'antibioterapia se non rispetta correttamente:
- la posologia,
- il programma di trattamento,
- la durata del trattamento.
Per questo motivo, al fine di preservare l'efficacia di questo farmaco, è necessario:
1 - utilizzare gli antibiotici solo su prescrizione medica
2 - rispettare scrupolosamente le istruzioni di somministrazione prescritte
3 - non riutilizzare l'antibiotico senza indicazione medica, anche per il trattamento di una malattia simile.